3 Cambiamenti da Conoscere
La menopausa porta con sé una serie di cambiamenti, alcuni più evidenti, altri più nascosti. Uno di questi riguarda il microbioma intestinale, ovvero l’insieme di trilioni di microrganismi che popolano il nostro intestino e influenzano la nostra salute.
A prima vista, il legame tra menopausa e microbiota potrebbe non sembrare immediato.
Tuttavia, gli estrogeni svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio della flora intestinale. Quando i livelli ormonali diminuiscono, anche il nostro intestino subisce trasformazioni che possono influire sul metabolismo, sul sistema immunitario e persino sull’umore.
Quali sono i cambiamenti nel microbioma intestinale dopo la menopausa?
Con la menopausa, l’equilibrio del microbiota può alterarsi, favorendo la crescita di batteri meno benefici e riducendo la diversità batterica. Questo squilibrio, noto come disbiosi intestinale, può avere implicazioni importanti per la salute.
1. Riduzione della diversità del microbioma

Durante la premenopausa, il microbiota intestinale è ricco e variegato, raggiungendo il massimo della diversità intorno ai 40 anni.
Dopo la menopausa, però, questa diversità tende a ridursi e la composizione del microbioma delle donne inizia ad assomigliare maggiormente a quella degli uomini.
Uno studio dell’Università di Oxford ha dimostrato che un microbiota più diversificato aiuta a proteggere l’organismo da batteri patogeni, come Salmonella enterica e Klebsiella pneumoniae, che possono causare infezioni urinarie, polmoniti e problemi digestivi. Più batteri benefici ci sono, più il nostro intestino è capace di difendersi dagli agenti esterni nocivi.
2. Diminuzione dei batteri intestinali benefici
Dopo la menopausa, si osserva un aumento di ceppi batterici associati all’obesità, come Dorea, Prevotella e Sutterella. Questi batteri, se presenti in quantità eccessiva, possono favorire l’infiammazione e influenzare negativamente il metabolismo.
Allo stesso tempo, diminuiscono ceppi benefici come Ruminococcus, che aiuta a produrre acidi grassi a catena corta, fondamentali per la salute intestinale, e Firmicutes, coinvolti nella regolazione dell’appetito e nell’assorbimento dei nutrienti. Questa alterazione può portare a un maggiore desiderio di zuccheri e grassi, influenzando il peso corporeo e il metabolismo.
3. Maggiore rischio di ansia e depressione
Il microbioma intestinale comunica direttamente con il cervello attraverso l’asse intestino-cervello, influenzando l’umore e le emozioni. Alcuni studi hanno dimostrato che le donne in menopausa con squilibri intestinali sono più soggette a depressione e ansia.
Uno studio condotto in Cina ha rilevato che le donne in premenopausa con depressione presentavano livelli elevati di Klebsiella aerogenes, un batterio che accelera la degradazione degli estrogeni nel corpo. Questo processo porta a un calo del 43% dei livelli di estradiolo, l’ormone chiave per il benessere femminile.
Inoltre, è stato osservato che le donne in perimenopausa con disturbi d’ansia hanno spesso un eccesso di Bacteroides e Alistipes, due ceppi che possono influenzare negativamente l’equilibrio emotivo se presenti in quantità eccessiva.
Come migliorare la salute intestinale dopo la menopausa?
Se da un lato la menopausa può alterare il microbioma intestinale, dall’altro esistono strategie efficaci per mantenerlo in equilibrio e migliorare il benessere generale.
1. Seguire una dieta ricca di fibre e alimenti antinfiammatori
L’alimentazione gioca un ruolo chiave nella salute intestinale.
Seguire una dieta antinfiammatoria ricca di fibre, proteine magre e grassi sani aiuta a nutrire la flora intestinale benefica. Il modello alimentare mediterraneo, che include pesce, cereali integrali, noci e verdure colorate, è associato a un microbiota più diversificato e a un’infiammazione ridotta.
È importante ridurre il consumo di cibi processati, zuccheri raffinati, oli di semi e dolcificanti artificiali, che possono alterare il microbioma intestinale e favorire la crescita di batteri nocivi.
2. Integrare probiotici, prebiotici e simbiotici
Per supportare la flora intestinale, è utile includere nella dieta alimenti fermentati come yogurt, kefir, kimchi e crauti, ricchi di probiotici naturali.

- Probiotici: batteri benefici che aiutano a ripristinare l’equilibrio intestinale. Alcuni ceppi come Lactobacillus e Bifidobacterium rafforzano il sistema immunitario e migliorano la digestione.
- Prebiotici: fibre non digeribili che nutrono i batteri intestinali benefici. Alimenti come semi di lino, cipolle, banane e carciofi forniscono i prebiotici necessari per mantenere in salute il microbiota.
- Simbiotici: combinano probiotici e prebiotici per un effetto sinergico, aiutando il microbioma a prosperare e migliorando la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.
3. Valutare la terapia ormonale sostitutiva
Uno studio del 2022 ha evidenziato che le donne in menopausa che seguono una terapia ormonale sostitutiva (TOS) presentano un microbiota intestinale più simile a quello delle donne in premenopausa.
La TOS può favorire un aumento di batteri benefici come Prevotella e una riduzione di ceppi associati all’infiammazione intestinale.
Ascolta il tuo intestino e ritrova il benessere
La menopausa e la premenopausa rappresentano una fase di cambiamento, ma con le giuste strategie è possibile preservare l’equilibrio del microbioma intestinale e migliorare il proprio benessere.
Mangiare più verdure, assumere probiotici e prebiotici e considerare la terapia ormonale sono passi fondamentali per ristabilire l’equilibrio intestinale e sentirsi meglio.
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